28 Luglio 2016

La Cina e il vino

La situazione economica globale, spinge le imprese italiane, a cercare sempre nuovi mercati. I nostri vini, sono ormai presenti in vari paesi. Tra le ultime “conquiste” c’è la Cina. Abbiamo posto un paio di domande a David Orzan, brand ambasador per la Cantina Fiegl, in Cina.

David Orzan
David Orzan

Ciao David, presentati..

Mi chiamo David Orzan, sono imprenditore ed ho 49 anni.

Quando e perché hai iniziato a lavorare con il vino in Cina?

Nel 2007 mi accodai a degli imprenditori friulani per visitare la Cina sotto il profilo del business e ne rimasi colpito per la frenesia e la quantità di commercio che essa sviluppava. Dopo tre settimane di Cina chiesi ai miei amici perché venissero in Cina ad acquistare ed invece non facessero l’opposto; la risposta fu: “ i cinesi non comperano prodotti italiani, costano troppo “.
Questo naturalmente fece “uscire” il mio spirito imprenditoriale e proposi una scommessa: “ Dimostrerò che è possibile vendere anche ai cinesi ! “. Mi accorsi che i cinesi bevevano un enormità di vino rosso e di vino bianco non c’era presenza. Decisi di approfondire il motivo, e scoprii che anche il vino bianco piaceva ed il motivo del non consumo fosse solo per il fatto, che quelli presenti sul mercato erano di pessima qualità. Il test durò circa un anno e con il 2009 partì per la nuova avventura, deciso di diffondere il nostro vino bianco del Collio.

In questi anni la cultura del vino, come si è diffusa in Cina?

La cultura del vino ancora adesso è percepita in modo completamente diverso dall’Europa: si beve vino perché è fashion, perché ci si distingue dagli altri che bevono la birra. Il modo di bere vino in Cina è realmente diverso: di solito, ad una cena di 5 persone, si “consumano” come minimo 7 bottiglie! Il bicchiere viene riempito a metà e dopo il brindisi 干杯 (Gānbēi) viene bevuto tutto d’un sorso.

Come descriveresti oggi, il mercato del vino in Cina?

In completa evoluzione: ricordo perfettamente che nel 2007-2008 il consumo di vino bianco in Cina si aggirava intorno all’1%.
Ora è intorno al 30%: un balzo enorme in soli 9 anni! Sempre più aziende mondiali desiderano entrare in questo mercato dato che il consumo di vino aumenta di anno in anno. Negli ultimi anni è aumentata in misura massiccia anche la presenza di produttori locali. Ad ogni cena che si rispetti c’è sempre del vino rosso.

Come vengono percepiti i vini italiani dai consumatori cinesi?

Come vini buoni ma di molto inferiori a quelli francesi. I vini italiani devono costare meno di quelli francesi. Ancora oggi non c’è una vera politica comune nel presentare i vini italiani. Molto spesso succede, che noi italiani, spacciamo per grandi vini, vini che sul nostro mercato vengono venduti ad un prezzo tra l’Euro e i 2 Euro.

E per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia?

Il Friuli Venezia Giulia è quasi sconosciuto ai consumatori cinesi. La maggior parte conosce a malapena la Toscana ed il Piemonte come zone di produzione. Manca anche in questo caso una vera politica da parte delle Istituzioni preposte a presentare il Friuli Venezia Giulia come terra di grandi vini bianchi e nello specifico il Collio su tutti.

Cosa ti aspetti dal futuro del mercato cinese?

Sicuramente uno sviluppo ma

ggiore ma graduato del consumo del nostro vino. Per lavorare in Cina devi essere presente sul mercato e sviluppare un’enorme quantità di conoscenze che ti permettono successivamente di poter fare business con i cinesi. I clienti individuati in tutti questi anni, hanno sviluppato una conoscenza sul vino superiore rispetto agli altri concittadini cinesi e ciò fa si che siano proprio loro ad essere i primi sponsor del nostro vino.

拜拜 (Bàibài) che in cinese significa arrivederci..

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