The deep culture of our territory is the secret of Fiegl

Since 1782
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Fiegl viticoltori a Oslavia

Fiegl Wine Cellar

The deep culture of the territory is the secret of Fiegl

The Fiegl family has cultivated vine since 1782.At that time, Valentino Fiegl signed the buying contract of a vineyard called “Meja”. In the last years the Fiegl family has done big investments in the vineyard and in the cellar in order to raise the quality of their products.

The brothers Alessio Giuseppe and Rinaldo decided to consolidate this way of operating, which creates vines able to exalt extremely well the organolectic features of the Collio grounds.These soils are very difficult to cultivate but they are full of mineral salts and they can transmit very rare vines in the world. The aim is to conserve this features obtained with hard work in the vineyard and exalt the specialty of that ground. Also in the cellar the vine maturation phases are assisted by technological innovations and respecting traditions.

The merit of the firm continuous evolution goes also to the young Martin Robert and Matej Fiegl, who finished the oenology studies and contributed with passion and enthusiasm many innovations to all production phases: in this way they could evaluate even more the grapes and Fiegl vine. The Fiegl family is tied to its roots and to the ground, specially to the Oslavia one.

The aim of Fiegl vines is to transmit this “terroir” inside a vine glass.

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Vineyards in Collio

I vini di qualità nascono da vigneti di qualità

These soils are very difficult to cultivate but they are full of mineral salts and they can transmit very rare vines in the world.

The vineyards are wide 30 hectars with in average 500 plants pro hectar. Almost all of the cultivating operations are done manually in order to guarantee a high quality of the grapes produced. They produce grapes for 1-1.5kg pro plant.

All is done respecting the environment and using some eco-compatible products and a totally grass covered ground. The aim of the country is to obtain a reduced production, which exalts the “terroir”, expressed by the cru of Oslavia.

Work in the Vineyard

Quality demands handcrafting

Oslavia the Heart of Collio

Oslavia Love for Wine

Oslavia, paese di centocinquanta anime posto sulle propaggini orientali del Collio; nome che evoca sentimenti contrastanti, conosciuto per la spietata crudeltà della Grande Guerra e per il nettare di Bacco, il vino. Zona di confine ricca di storia ed enogastronomia; lo si può evincere già all’inizio del paese dove una scritta in bilingue OSLAVIA – OSLAVJE sta a testimoniare la presenza della minoranza slovena e della vicinanza con il confine sloveno situato a soli 200m verso est. Proseguendo per la strada la vista è rubata da un monumento imponente in marmo bianco, il Sacrario di Oslavia, voluto da Mussolini in memoria alla miriade di soldati Italiani caduti durante la Grande Guerra. Ragazzi privati del loro futuro, mandati al macello, per futili motivi, per conquistare un fazzoletto di terra tanto caro alla nazione Italia da essere nell’incuria dei monumenti e nell’importanza storica dai più già stato dimenticato. Il sacrario custodisce le spoglie di 57.741 soldati italiani morti nelle Battaglie di Gorizia e 540 soldati austro-ungarici.

Ogni vespro la campana ‘’chiara’’ rintocca in onore dei caduti.

Lasciando alle spalle la crudeltà della Grande guerra ci si inebria con l’incantevole paesaggio che si apre davanti agli occhi, il Collio, in tutta la sua bellezza. La presenza di numerosi vigneti fa intuire il legame speciale che esiste tra il contadino e la terra, il reciproco rispetto condiviso ormai da secoli. Il microclima ventilato e le adeguate temperature poi sono l’ideale per la coltivazione della vite, favorita anche dal tipo di terreno, comunemente chiamato PONKA. Terreno composto da stratificazioni arenacee e marnose di origine eocenica. La maggior espressione di tale connubio tra persone e natura è sicuramente il vino, rispecchio della passione, della tradizione e della dedizione di numerose generazioni.

La Ribolla Gialla è il vino che più di altri riesce a sintetizzare questo poema. Un calice semplice come la gente e al contempo profondo come la storia di questo angolo d’Italia tra il mare e i monti, sospeso tra passato e futuro, con una forte personalità e individualità che ti affascina di sospiro in sospiro.

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